Polelegia

1 08 2008

L'altro giorno ero in cucina e stavo per iniziare a mangiare una conca di insalata con lattuga, pomodorini, cipolla, avocado, mais al vapore, avocado, olive e feta greca – il tutto accompagnato da un bel bicchierone di ouzo diluito in acqua – quando mio fratello Michele, in procinto di partire per le Spagne, a Malaga, precisamente, butta sul tavolo una scatoletta di cartoncino bianco con scritto sopra, in blu, POLAROID.
> ci dice <>. Michele si vuole portare nelle Spagne una macchina fotografica Polaroid che ha trovato chissà dove qui in casa, e ora ha appena acquiastato una scatoletta contenente le ultime lastre Polaroid. Ecco – ho pensato – ecco le prime vittime delle macchine fotografiche digitali, dei telefonini che fanno le fotografie, di tutte queste cose che poi a me tanto necessarie non sembrano. Questi quindicenni di oggi che girano per gli autobus con quegli affari minuscoli pieni di dati che vengono ricreati in mille brani musicali che ascoltano con le loro cuffiettine. E più che le compagnie di bulletti, mi mettono qualcosa dentro l'animo quelli che stanno seduti con lo sguardo perso nel vuoto attingendo migliaia di brani – attraverso le cuffiette – da oggetti non più grandi di un accendino. D'accordo, il progresso va avanti, ma avanti in un modo così darwiniano che non mi piace proprio, oltretutto in un tempo in cui le teorie di darwin stanno scalfendosi sempre di più, davanti a nuove scoperte e nuovi modi di vedere il passato dell'uomo, che non piacciono a chi si è costruito intere carriere sopra il faccione scimmiesco di Charles Darwin. Eppure ecco il Nuovo Darwinismo delle nuove generazioni: – Abbasso i libri, W i messaggini dei cellulari e le suonerie e le chat e la play; – Abbasso i film in pellicola, W i film in digitale; – Abbasso l'arte, i dipinti mesolitici nelle caverne, W la play; – Abbasso i 78 giri, i 45 giri, i 33 giri, W gli MP4 (e la play); – Abbasso i giornali, la carta, le matite, i carboncini, le poesie bucoliche, i videoregistratori, i pantaloni alla zuava, le BMX e l'Arnoldo Mondadori Editore; Tutta questa frenesia, tutta questa orgiastica frenesia dei vuoti ragazzini di oggi che non fanno che cliccare a dismisura sulle loro macchinette digitali sapendo che possono fare quante foto digitali vogliono, e poi i telefonini, e le foto digitali pornografiche che si fanno tra di loro (lo so che le fanno, lo so, lo so), e ai concerti di Vasco, ai concerti globalizzati, questi ragazzini vivono in un presente inumano, con il sorriso sulle labbra…poi scaricano le foto che han fatto sul PC, le modificano in dieci, cento, mille modi, giocano con la play, non parlano più nelle lingue minoritarie nelle loro regioni, sono senza storia, senza tempo, senza nulla… Questi sono i discorsi da parrucchiere che ho in testa, so che non rappresentano la realtà reale, sono soltanto una mappa deformata dettata da un certo mio pessimismo, però lasciamo stare i ragazzini vuoti, per quanti ce ne siano, e pensiamo solo al fatto della sparizione, dell'ESTINZIONE delle lastre POLAROID.>
E c'erano pubblicità sui giornali che pubblicizzavano la POLAROID, e si vedevano famigliole con palloncini colorati e ragazzini che festeggiavano il loro compleanno, i genitori erano felici col loro lavoro fisso, le candeline sulle torte erano piccole e a tortiglione, le macchine delle gite fuoriporta del weekend non avevano nessun incentivo, ma erano delle solide FIAT 131, oppure 128, e tutti erano vestiti di delicati colori pastello. Il 2012 era ancora lontano, tutti erano tranquilli e si portavano dietro mangiadischi, e polaroid, e superotto, e andavano a telefonare alla nonna in casa coi gettoni SIP con la piccola scanalatura in mezzo e il simbolo del telefono, e le giovani coppie appena formato, il cui tenero amore era appena sbocciato, ascoltavano Baglioni, andavano al mare con la Citroen 2CV o con la Citroen Diane, avevano l'autoradio con le manopole, i vestiti romantici, il mangiadischi, e scattavano tante belle foto (che bello! le possiamo vedere subito!) con la POLAROID. Adesso questo è tutto stracciato, quest'immagine, bruciando, è passata a un'altra: quella di giovinastri, bulli in discoteca che sfrecciano con le loro FORD Coupè superaccessoriate portandosi dietro il TUNZ TUNZ TUNZ della loro musicaccia Dance, e poi vanno a fare le orge notturne in discoteca scattandosi un casino di fotografie digitali (non pensano più "che bello! le possiamo vedere subito!, per loro è tutto immediato, tutto scontato come il fatto che respirino e scopino, addio mangiadischi, tutto digitalizzato a manetta dentro un affare poco più grande di un pacchetto di fiammiferi, dieci, cento, mille dischi in pochi MEGA, telefonini, fototelefonini, videomessaggi, SMS, MMS…poi tutti se ne ritornano a casa, e dopodomani ritorneranno da scuola seduti con lo sguardo perso nel vuoto sull'autobus, ascoltando di nuovo i byte dalle cuffiette… Mio fratello mi ha mostrato quella scatoletta di lastre POLAROID facente parte dell'ULTIMA partita di lastre POLAROID, poi andranno fuori commercio, si estingueranno definitivamente. Sparirà, quindi, un modo di vedere le cose più lento, più umano, più familiare, più in tinte pastello. Non ho finito l'insalata greca, e ho mandato giù un sorso di Ouzo diluito con acqua per mandare giù quel boccone amaro. Mio fratello ora é nelle Spagne, a fare le ultime Polaroid della storia.

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One response

5 10 2008
ColourfulVoid

Innanzitutto grazie mille per i commenti alle poesie.. Il verso che hai citato in realtà non è del tutto mio ma è una citazione (o se vogliamo un plagio, anche se lì per lì quando ho scritto la poesia non me ne son proprio resa conto) a un verso di una canzone che dice “leave the dream to rain-soak forever”.. Non me lo merito quindi..
Bellissimo intervento questo qui. Faccio parte anche io della generazione di ragazzini che ascoltano musica con gli mp3, che scattano foto con i cellulari, che non apprezzano il valore dell’arte, dei dischi, dei libri..
E’ orribile autocitarsi, ma ho appena pubblicato un post scritto tempo fa proprio su questo. Più che altro mi secca rielaborare il concetto per scriverlo qui, visto che scrivere il post è stato abbastanza faticoso, quindi se vuoi leggerlo, per vedere il punto di vista di una 15enne sull’argomento, prego..
E grazie ancora 🙂

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